Cielo, la bancarotta
Lasciarlo nel momento del bisogno non è affatto elegante, sostengono le signore di Wall Street nascoste dietro occhiali neri e gioielli poco vistosi. Chissenefrega dell’eleganza, rispondono agguerrite le signore della City, che arraffano quel che possono dai tesori dei mariti decaduti. Pare che, nella classifica delle donne colpite dalla crisi, le più avide siano le inglesi.

L’indignazione dei maschi falliti è struggente. L’ex finanziere sudafricano di successo, Brian Myerson, ha piagnucolato: “Le ho fatto vivere una vita meravigliosa”, casa a Hampstead, villa nell’Hampshire, casa sul mare in Sudafrica, scuole private per i figli, tate e vacanze in Grecia. Lui a lavorare giorno e notte – è noto che nella City una brandina e un bagno con doccia fanno parte dei benefit di base – e lei che “la decisione quotidiana più stressante che ha dovuto prendere era quella di dire al cuoco che cosa fare per cena”. E ora “pretende il 50 per cento del patrimonio, come minimo”. La signora non ribatte, ma l’avvocato occupatissimo dice che di casi così ce ne sono a bizzeffe nella Londra della crisi. E che per lui vige un’unica regola: “E’ chiaro che una partnership tra moglie e marito è una partnership tra pari”. Così le mogli che si affidano a lui tornano a casa libere e piene di quattrini. Tooth le accoglie asciugando le lacrime, dicendo di non aver fretta e ricordando: “Questa è la decisione finanziaria più importante che una moglie deve prendere. Ricorda: la tua posizione finanziaria è statica, quella di tuo marito dinamica”.
Dall’altra parte dell’oceano, le signore del bailout se la cavano in tutt’altra maniera.
Dall’altra parte dell’oceano, le signore del bailout se la cavano in tutt’altra maniera.
Una di loro ha scritto su Portfolio (magazine bellissimo che infatti ha già chiuso) che la vita è dura: non che manchino i soldi – Obama è generoso, non li fa fallire i suoi banchieri – ma è un esercizio di equilibrio continuo quello di non dare l’impressione che il mondo stia crollando (“non allarmiamo gli investitori!”) e allo stesso tempo apparire “debitamente pentita per i tuoi peccati subprime”. Un vero stress, “scegliere Versailles come sede per i negoziati di pace della Prima guerra mondiale non deve essere stato complicato quanto la mia ricerca del posto giusto dove tenere la nostra cena annuale per gli amici”, dice la signora del bailout. Ma la famiglia, in tutto questo trambusto, non vacilla. “Cerco di non complicargli la vita, l’ultima cosa di cui ha bisogno è pubblicità negativa”. Le coscienziose signore americane stanno lontane da tipi come Tooth, che sostengono che “un uomo sano e ricco non dovrebbe neppure sposarsi” e poi si fanno belli affossando finanzieri piagnucolanti, spaventati e falliti.